METODO ECOLOGICO

Siamo alla continua ricerca di forme di lavoro sempre meno energivore. La conduzione degli apiari avviene assecondando la biologia delle api, cercando di equilibrare il più possibile sostenibilità ambientale e redditività e avendo a cuore il consumatore.

CONOSCENZA DIRETTA

Non siamo certificati perché riteniamo che la miglior tutela del consumatore sia la conoscenza diretta e la fiducia.
Impegno sociale, trasparenza e autocertificazione è la migliore garanzia che possiamo offrire, che per noi va oltre la certificazione.

RETE SOLIDALE

Lavoriamo da sempre per favorire la collaborazione fra le aziende e fra queste e i consumatori, promuovendo un consumo critico e solidale.
Ass. Pulmino Contadino, Alimentari Cinzia Tamanti, Az. Agr. Il Panierino, Az. Agr. Manini Luca, Az. Agr. biodinamica Ampeleia, Ristorante BioFattoria Il Bosco Felice, Az. Agr. Bucci Giancarlo, sono alcune delle realtà con cui collaboriamo.

L’apicoltura di per sè, a differenza di tutte le altre forme di allevamento, presenta un vantaggio indiscusso per l’ambiente.
L’azione impollinatrice delle api, come di tutti gli insetti pronubi, è un’argine alla costante distruzione della biodiversità causata da un’antropizzazione inarrestata che ormai da anni è in deficit di sostenibilità.
Anche guardando al confronto fra la produzione di miele con il suo succedaneo, lo zucchero di barbabietola, la produzione del primo comporta un utile energetico di circa 300 Kcal/kg e quella del secondo ha invece una negatività di circa 4000 Kcal/kg.
“La proposta valida ieri come oggi è di riorientare la produzione a vantaggio di una più corretta alimentazione” (Accorti M., Persano O.L., 2006). Questo oltre ad essere di beneficio alla salute direttamente connessa a ciò che mangiamo è anche, verificato e verificabile, più utile alla sostenibilità ambientale.
Anche il consumatore da parte sua ha la responsabilità di una domanda alimentare in questa direzione.
L’apicoltura come ogni attività dell’uomo ha una sua incidenza nel bene e nel male.
Se da una parte essa continua a mantenere un certo numero di famiglie presenti sul territorio, garantendo un apporto continuo alla propagazione delle piante entomogame e all’economia agricola, aiutando le api stesse a sopravvivere in un ambiente spesso avverso (si pensi in particolar modo all’agricoltura “convenzionale” nel suo insieme il cui forte uso di biocidi ne è l’aspetto più devastante),
dall’altra anch’essa può lasciare una sua impronta non benefica sull’ecosistema, sulle api stesse (ad esempio la diffusione dei patogeni biologici delle api), e sulla salute umana (l’uso di molecole tossiche per la cura delle api che permangono nel miele).
Molti sono i comportamenti per cui l’apicoltore può incidere negativamente.
Oltre alla già citata diffusione di malattie causate da parassiti (prima fra tutti l’acaro varroa), virus, funghi e batteri dovute essenzialmente al commercio mondiale delle api, anche l’uso di molecole per cercare di curarle, potenzialmente tossiche per l’uomo, non degradate nell’ambiente alveare che anzi tende a conservare quasi tutto quello che entra dentro.
Di impatto negativo sono poi gli spostamenti da apiario a apiario …CHE NON FACCIAMO CERTO COL BARROCCIO, o la nutrizione artificiale fatta con sciroppi e canditi la cui produzione ha comportato una notevole impronta energetica.
Oltre a questi ce ne sono altri e probabilmente alcuni dei quali non siamo neppure consapevoli.
Vale la pena ricordare che la definizione di apicoltura naturale è valida solo se si considera che nella natura dell’uomo c’è la facoltà di allevare gli animali. Più giusto sarebbe parlare di allevamenti in equilibrio o al contrario gravanti sull’economia del pianeta.

L’apicoltura che per brevità potremmo definire ecologica, che è quella che con Miteterra ci sforziamo di praticare e promuovere, è un’apicoltura che rifiuta il concetto della massimizzazione dei profitti senza tenere in considerazione che questo può essere a scapito di un pianeta sul quale vorremmo vivere bene,
rifiuta il concetto di competitività e di sfruttamento del lavoro
.
È un’apicoltura che cerca di equilibrare la redditività che ci permette di vivere nel presente e la sostenibilità ambientale.
In quest’ottica la nostra azienda cerca di assecondare per quanto possibile la naturale biologia delle api.
Per limitare il nostro impatto energetico evitiamo di dare nutrizioni artificiali se non nei casi strettamente necessari e accorpiamo gli apiari in aree non troppo distanti tra loro.
Attuiamo buone pratiche di allevamento per il benessere e la salute delle api monitorando costantemente le famiglie, effettuando interventi terapeutici solo in caso di necessità e, nel caso, usando esclusivamente molecole totalmente metabolizzabili dal superorganismo alveare o di provata atossicità.
Anche la scelta dei luoghi di ubicazione degli apiari è da considerarsi nelle buone pratiche di conduzione delle api e non è pertanto casuale. I nostri apiari sono in aree con un buoni pascoli e lontani da fonti nocive (visualizza la loro ubicazione), all’interno di aziende biologiche.
Infine, per quanto riguarda la vendita e la distribuzione, abbiamo preferito relazionarci con chi grazie al suo senso di responsabilità cerca strade per lasciare un’impronta energetica il più leggera possibile.
Preferiamo relazioni dirette con consumatori, reti di consumatori o le botteghe di vicinato.

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