I TEMPI DELL’ALLEVAMENTO

INVERNO: mantenimento dei nuclei di fecondazione e dei nuclei starter tramite monitoraggio ed eventuale alimentazione di emergenza, trattamento antivarroa con blocco di covata.

PRIMAVERA: all’incirca un mese prima della pasqua si predispongono le rimonte per la produzione delle celle reali, applicando al nido inferiore un’altra arnia senza fondo e portando sopra 2-3 telai di covata, si aggiunge 2 telai di miele e si aggiunge sciroppo nel nutritore a tasca (pratica che viene fatta solo per le regine).
Quando le famiglie saranno pronte, ossia avranno sia nella parte inferiore che in quella superiore una cospiqua quantità di api e covata e una buona disponibilità di scorte, si inserisce fra le 2 parti un’escludi regina limitando la regina nella parte inferiore, in tal modo la parte superiore diverrà una famiglia semi autonoma e semi orfana.
Si inizierà così la produzione delle celle reali con 2 traslarvi settimanali. Le celle saranno tolte al decimo giorno, ossia due giorni prima della schiusura, e inserite nei nuclei di fecondazione dopo aver tolto le precedenti regine che saranno utilizzate per sostituire le vecchie regine che dopo il lungo inverno non riescono a ripartire, fare nuovi nuclei e per la vendita.

ESTATE: la produzione continua anche durante l’estate con un calo o perfino un arresto durante il mese di agosto. Questo è il momento ideale per prendere le dovute precauzioni contro la varroa se non sono state prese in precedenza a causa dell’avere raggiunto i livelli di guardia della presenza di questo parassita.

AUTUNNO: si riprende una produzione ridotta di nuove regine fin tanto che la stagione lo consente. Si fa attenzione a non arrivare troppo lunghi con l’asportazione di regine e inserimento delle celle per evitare di rimanere con nuclei senza regina feconda che andrebbero persi.

COME ALLEVIAMO

L’ESPERIENZA
Le produzioni di regine e di nuclei sono state alla nascita dell’azienda le uniche attività, fatta eccezione per una marginale produzione di miele. Questo da una parte ha formato un buon bagaglio esperenziale arricchito da una continua sperimentazione, per rendere i nostri modi di operare sempre più efficienti. Da un’altra ci ha permesso di avere già dal 2xxx delle linee genetiche di selezione. Purtroppo parte del nostro lavoro è andato perso in un incendio subito nel 2012, che ha bruciato una ventina di famiglie fra cui tutte le madri selezionate fino a quel momento. Questo ha provocato un grave danno ma non ha eliminato tutto il patrimonio genetico che già da alcuni anni era riprodotto e selezionato; e da questo siamo ripartiti.

SCELTE PER LA SOSTENIBILITÀ
Da subito il fatto che volevamo evitare al massimo gli sprechi e limitare le nutrizioni alla sola eventualità di emergenze ci ha portato a scartare l’utilizzo degli apidea o altre arniette di ridotte dimensioni. Sia riguardo lo sviluppo delle celle reali sia riguardo i nuclei di fecondazione, abbiamo provato diverse metodologie, classiche o scaturite dalle nostre menti. Attualmente riguardo la produzione di celle reali usiamo il sistema dell’arnia verticale con una famiglia forte sotto e una famiglia in condizioni di semiorfanità sopra collegata con quella sottostante e divisa da un escludi regina, ossia lo stesso sistema utilizato per la produzione della pappa. Per i nuclei di fecondazione attualmente utiliziamo solo arnie da 6 favi. Questo, se da una parte rallenta la ricerca delle regine, dall’altra ci da tanti altri vantaggi: 1) famiglie che difficilmente andranno in crisi di scorte, covata o quantità di api; 2) uso di telai standard che ci agevola in più cose: quando non abbiamo ordini di regine possiamo utilizzarne i favi per comporre altri sciami; possiamo utilizzarne i favi per bilanciare famiglie non dedicate a questo scopo o viceversa; in magazzino possiamo mettere stoccare questi favi insieme agli altri con risparmio di spazio; non c’è distinzione per le scorte di miele invernali, quindi possiamo aggiungere miele in favo la dove ce n’è più bisogno.

UBICAZIONE DEGLI APIARI
Mentre i nuclei di fecondazione sono ubicati in tutti gli apiari, scelta dettata per concentrare i viaggi per il controllo delle famiglie adibite alle altre produzioni, le famiglie per la produzione delle celle, come quelle per la produzione della pappa si trovano nell’apiario di Grosseto. Negli ultimi 2 anni abbiamo approntato anche un apiario in alta collina e precisamente a Roccatederighi, per fare una transumanza di questa attività. Infatti a luglio abbiamo fermato le famiglie di Grosseto, e avviato la produzione in quest’ultimo apiario, presso l’azienda vitivinicola e biodinamica Ampeleia, fino a fine stagione.

LA SELEZIONE
La selezione è esclusivamente per linea materna. La nostra scelta nel non praticare un controllo del patrimonio genetico per via paterna non è dovuta alle difficoltà che costringono ad attuare la fecondazione artificiale prelevando il seme dal fuco e iniettandolo nella regina. La nostra scelta si basa sulla convinzione che non ci possiamo sostituire completamente alla natura. Il rischio di essere miopi nelle nostre scelte è troppo elevato. Quindi con una selezione di questo tipo, se da una parte si rallenta nell’ottenimento dei caratteri da noi ricercati, dall’altra si garantisce una maggiore rusticità e adattabilità all’ambiente e ai suoi mutamenti delle nostre api.
La metodologia si basa su due procedimenti paralleli ed empirici. Uno più basato sulla nostra sensazione sul campo, che ci da modo di visualizzare quelle famiglie che ci sembrano particolarmente vigorose, un’altro tramite la raccolta di dati a tappeto su tutte le famiglie. Questo secondo procedimento continua con l’elaborazione di una sorta di graduatoria assegnando punteggi per fattori sensibili: sanità e docilità delle famiglie sono caratteri escludenti, poi vengono valutati la produzione di miele a melario, la quantità media di scorte e di covata durante l’anno, la consistenza media, l’età della regina e l’appartenenza ad una linea genetica già in selezione. Inoltre per quanto riguarda le regine adottate per la produzione della pappa o del polline, si valuta ovviamente le quantità medie di queste produzioni.

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Nuclei

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