PROPOLI GREZZA

La propoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono da alcuni tipi di alberi, la elaborano con propri enzimi e viene utilizzata per difendere l’alveare da problemi di ordine sanitario e climatico.
La raccolta della propoli avviene nel periodo primaverile oppure nel periodo autunnale asportando ciò che le api depositano spontaneamente nell’alveare mediante  la raschiatura, con una spatola o con una leva, della propoli stratificata lungo gli spigoli e le fessure  dell’arnia o sulle traverse superiori dei telaini; o invece  utilizzando apposite strutture (reti di metallo o plastica) che ne stimolano la produziuone. In questo caso si colloca nell’arnia, al posto del coprifavo, una cornice in legno (delle medesime dimensioni del coprifavo) alta circa 3-4 cm su cui è stata tesa una rete (o una griglia) con maglie di 2-3 mm; operando in questo modo le api, con l’obiettivo di chiudere la parte superiore dell’arnia, vengono stimolate a propolizzare i fori. Una volta che gli spazi tra le maglie sono stati riempiti di propoli, il supporto di deposito viene ritirato dall’alveare posto per qualche ora in congelatore e successivamente si procede con il distacco. La propoli, infatti, a bassa temperatura diventa dura e friabile e si distacca in piccole scaglie.

PROPOLI ALCOLICA IDROALCOLICA e GLICOLICA

Nonostante la scarsa solubilità in acqua è comunque possibile ricavare degli estratti acquosi addizionando propoli ad acqua distillata nella proporzione del 10%.Per favorirne la miscelazione si può aggiungere un emulsionante come la lecitina (1%).
Le soluzioni alcoliche si ottengono lasciando macerare la propoli in alcool etilico a 95° per un periodo di 3-4 settimane. Durante la macerazione è necessario agitare frequentemente la soluzione. Il processo di estrazione si conclude con la filtrazione che consente di pulire la soluzione dal deposito dei residui.
La tintura di propoli può essere ottenuta anche sciogliendo la propoli grezza nel glicole propilenico ottenendo così una soluzione adatta per essere assunta dai bambini.

CERA

Nel nostro sistema di apicoltura la produzione di cera, quale sottoprodotto, seppur di valore, dell’estrazione di miele, riguarda gli opercoli che vengono tagliati via dai favi di miele prima di procedere all’estrazione con lo smelatore centrifugo. Questo tipo di produzione è stimata attorno al 1-1,5% del peso del miele prodotto.
Un altro metodo utilizzato per il recupero della cera di opercolo è in fase di lavorazione della pappa reale durante il quale viene recuperata la cera dal taglio delle celle reali da cui la gelatina reale viene estratta.
Per ottenere  un prodotto di qualità è necessario un processo che permetta la separazione della cera dal miele o dal resto delle sostanze che compongono il favo (bozzoli e residui dell’allevamento delle larve). Questi processi si basano sulla fusione della cera a caldo e sulla sua immiscibilità con l’acqua.

VELENO D’API

Nonostante la scarsa solubilità in acqua è comunque possibile ricavare degli estratti acquosi addizionando propoli ad acqua distillata nella proporzione del 10%.Per favorirne la miscelazione si può aggiungere un emulsionante come la lecitina (1%).

I nostri prodotti